Un post virale sostiene che il buco nero della nostra galassia, Sagittarius A*, sia «completamente invisibile» e «rompa la fisica». Non è invisibile: gli astronomi seguono stelle che orbitano attorno alle sue 4,3 milioni di masse solari e ne hanno fotografato l’ombra nel 2022. Ma la domanda di fondo è reale. Nel 1976 Stephen Hawking sostenne che i buchi neri in evaporazione cancellerebbero l’informazione, cosa che la meccanica quantistica vieta. I calcoli dal 2019 suggeriscono che l’informazione esce, ma nessuno sa come. Il nostro parere: progressi reali, nessuna risposta definitiva e molto clamore.
Buchi neri · fisica spiegata · verifica
Un post virale, un enigma vero
Un post diventato virale su X questa settimana sostiene che Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia, sia «completamente invisibile» e che i buchi neri «rompano la fisica». Qualcosa è giusto, qualcosa sbagliato, e al centro c’è una delle domande aperte più profonde della scienza: un buco nero può distruggere informazione? Abbiamo verificato le affermazioni e spieghiamo l’enigma.
Il buco nero della nostra galassia in numeri
Sagittarius A* ha circa 4,3 milioni di masse solari e si trova a circa 27.000 anni luce. Il suo orizzonte degli eventi, il punto di non ritorno, misura circa 25 milioni di chilometri di diametro, circa 18 volte il diametro del Sole. Non è invisibile: gli astronomi seguono da decenni le stelle che gli sfrecciano attorno, lavoro che è valso il Nobel 2020 a Reinhard Genzel e Andrea Ghez, e il 12 maggio 2022 l’Event Horizon Telescope ha diffuso la prima immagine della sua ombra: un centro scuro circondato da gas luminoso.
Come evapora un buco nero, e la curva che dice che l’informazione esce
Animazione originale di Astrometrik, non in scala. A sinistra: la materia cade nel buco nero mentre all’orizzonte compaiono coppie di particelle e una sfugge come radiazione di Hawking, così il buco si restringe lentamente. A destra: l’entropia della radiazione. Il calcolo di Hawking del 1976 sale sempre (informazione persa); Don Page ha mostrato che, se l’informazione si conserva, la curva deve girare a metà e tornare a zero. I calcoli dal 2019 riproducono questa svolta.
Il problema di Hawking compie 50 anni
Nel 1974 Stephen Hawking mostrò che, tenendo conto della fisica quantistica, i buchi neri non sono del tutto neri: brillano debolmente e perdono massa lentamente. Nel 1976 trasse la conclusione inquietante: quel bagliore sembra puro calore, senza traccia di ciò che è caduto, quindi alla fine dell’evaporazione l’informazione sarebbe scomparsa. La meccanica quantistica lo vieta: lo stato completo di un sistema dovrebbe sempre essere recuperabile, in linea di principio.
Non è uno scontro tra «la relatività dice distrutta e la quantistica dice conservata», come lo presenta il post virale. Il problema compare solo quando le due si combinano, nel calcolo della radiazione fatto dallo stesso Hawking. Per Sagittarius A* il processo è incredibilmente lento: la sua temperatura di Hawking è circa un centomillesimo di miliardesimo di grado sopra lo zero assoluto, più fredda del fondo cosmico a microonde, quindi oggi assorbe molto più di quanto emetta.
È risolto? In parte
Nel 1993 Don Page mostrò che cosa deve fare la radiazione se l’informazione sopravvive: la sua entropia deve salire, raggiungere un massimo verso metà evaporazione e tornare a zero. Nel 2019 due gruppi (Ahmed Almheiri, Netta Engelhardt e colleghi, e Geoff Penington) trovarono il modo di calcolare questa «curva di Page» usando «isole» dentro il buco nero e, con un metodo affine, «wormhole replica». Il risultato è giusto: l’informazione esce. Ma come ha detto il fisico Raphael Bousso: «Ora sappiamo calcolare la curva di Page, e non so perché.» Il meccanismo resta sconosciuto e alcuni fisici dubitano di questi metodi.
Fuzzball, wormhole e altre idee
La teoria delle stringhe propone i «fuzzball»: buchi neri senza singolarità, solo una superficie quantistica aggrovigliata che conserva e riemette tutto. I wormhole dei lavori del 2019 sono scorciatoie matematiche nel calcolo dell’entropia, non porte da attraversare. Altre proposte ipotizzano che l’evaporazione si fermi lasciando un minuscolo residuo stabile con l’informazione. Nel 2026 alcuni titoli hanno detto che l’enigma era «finalmente risolto», ma sono teorie non verificate. Sintesi onesta: progressi reali, nessun consenso, nessun esperimento per ora.
Guarda: il paradosso del buco nero in meno di un minuto
Il nostro breve video animato spiega il paradosso di Hawking con Sagittarius A* (narrazione in inglese).
Verifica: il post virale
Le affermazioni, una per una:
- Corretto
«15 milioni di miglia di larghezza, 4 milioni di masse solari»
Quasi: l’orizzonte misura circa 15,8 milioni di miglia (25 milioni di km), la massa circa 4,3 milioni di Soli. - Sbagliato
«Completamente invisibile»
Seguiamo stelle in orbita attorno a esso e ne abbiamo fotografato l’ombra nel 2022. - In parte
«La relatività dice distrutta, la quantistica conservata»
Il conflitto nasce solo aggiungendo effetti quantistici (radiazione di Hawking) alla relatività. - Corretto
«I fisici perdono il sonno da 50 anni»
Sì: l’articolo di Hawking sulla perdita di informazione è del 1976. - Sbagliato
«Lo stesso principio che impedisce a un LLM di allucinare un token»
Non c’è alcun legame fisico tra modelli linguistici e buchi neri. - In parte
«I wormhole suggeriscono che siano porte»
I wormhole dei lavori recenti sono strumenti matematici per calcolare l’entropia, non passaggi. - In parte
«Nessuno l’ha risolto»
Dal 2019 i calcoli mostrano che l’informazione esce; come, resta aperto.
Il post originale su X:
Fai scorrere la massa: quanto caldo, quanto grande, quanto dura?
Ogni buco nero brilla a una temperatura fissata dalla sua massa: più è piccolo, più è caldo. Scegli una massa per vedere orizzonte, temperatura di Hawking e tempo di evaporazione.
Età dell’Universo: 1,4 × 10¹⁰ anni. Il fondo del cielo è a 2,7 K, quindi i grandi buchi neri crescono ancora.
Guarda dov’è Sgr A*
Sagittarius A* si trova in direzione della costellazione del Sagittario, nella parte più brillante della Via Lattea estiva. A ottobre tramonta a sud-ovest poco dopo il buio. La nostra mappa del cielo ti mostra dov’è.
Domande frequenti
Che cos’è il paradosso dell’informazione dei buchi neri?
Hawking mostrò nel 1974 che i buchi neri emettono una debole radiazione ed evaporano. Nel 1976 sostenne che questa radiazione non porta informazione su ciò che è caduto, il che distruggerebbe informazione, cosa che la meccanica quantistica vieta.
Il paradosso è stato risolto?
In parte. Dal 2019 i calcoli con isole e wormhole replica mostrano che l’informazione può uscire da un buco nero che evapora, ma non si sa ancora come e i metodi sono discussi.
Quanto è grande Sagittarius A*?
Circa 4,3 milioni di masse solari, con un orizzonte degli eventi di circa 25 milioni di chilometri, circa 18 volte il diametro del Sole.
Sagittarius A* è invisibile?
Non del tutto. Vediamo stelle che gli orbitano attorno e l’Event Horizon Telescope ne ha fotografato l’ombra sul gas luminoso nel 2022.
Fonti e calcolo
Fonti: S. W. Hawking, Nature 248 (1974) e Physical Review D 14, 2460 (1976); D. N. Page (1993); Quanta Magazine (29 ottobre 2020); Space.com sull’immagine di Sgr A* dell’Event Horizon Telescope (12 maggio 2022); Nobel per la fisica 2020; ScienceDaily (2026); il post virale di @0xeronn su X (ottobre 2026). Dimensione dell’orizzonte, temperatura e durata calcolate da Astrometrik con le formule standard.
Posizioni e orari sono stati ricalcolati con Astronomy Engine, la libreria di calcolo del cielo usata da Astrometrik; gli orari di Vienna e Istanbul sono locali. Le illustrazioni di questa pagina sono di Astrometrik.
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