Un secondo getto nel nucleo del blazar Markarian 501, a circa 460 milioni di anni luce in Ercole, indica due buchi neri supermassicci che si orbitano intorno circa ogni 121 giorni, separati da appena 250–540 volte la distanza Terra–Sole. Il gruppo di Silke Britzen (Istituto Max Planck di radioastronomia) ha usato circa 23 anni di dati radio; un allineamento nel giugno 2022 ha prodotto una struttura ad anello letta come anello di Einstein. A seconda delle masse, potrebbero fondersi in appena un centinaio d’anni. L’articolo è di aprile 2026; il secondo buco nero è dedotto, non fotografato, e non rappresenta alcun pericolo.
Buchi neri · radioastronomia · verifica virale
Due buchi neri giganti che si girano intorno ogni quattro mesi
Markarian 501 è una galassia a circa 460 milioni di anni luce, nella costellazione di Ercole. È un blazar: un buco nero supermassiccio al centro spara un getto di particelle quasi dritto verso di noi, il che la rende una delle sorgenti di luce ad alta energia più brillanti del cielo. Un gruppo guidato da Silke Britzen dell’Istituto Max Planck di radioastronomia di Bonn ha trovato un secondo getto nel suo nucleo.
Due getti significano due motori. Il gruppo conclude che il nucleo ospita due buchi neri supermassicci, ciascuno con una massa stimata tra 100 milioni e 1 miliardo di volte quella del Sole, che si orbitano intorno circa ogni 121 giorni. Li separano solo da 250 a 540 volte la distanza Terra–Sole, le dimensioni di un grande sistema planetario. «L’abbiamo cercato così a lungo», ha detto Britzen.
Come si trova un buco nero che non si vede?
Nessuno può vedere direttamente il secondo buco nero; nemmeno l’Event Horizon Telescope, che ha fotografato il buco nero di M87, riesce a separare i due. Le prove sono nei getti. Il gruppo ha analizzato circa 23 anni di osservazioni radio e ha visto la direzione del getto oscillare con un ritmo regolare, oltre a un secondo getto più debole che ha senso solo se lo lancia un secondo buco nero.
Nel giugno 2022 i due si sono allineati visti dalla Terra, e i dati radio mostrano una struttura ad anello che il gruppo interpreta come un anello di Einstein: la gravità del buco nero davanti curva la luce del getto del compagno. Un allineamento così è un raro test del modello, e lo supera.
Due buchi neri, due getti, un ritmo
Animazione originale Astrometrik, semplificata e non in scala. A sinistra: due buchi neri supermassicci si orbitano intorno ogni ~121 giorni; ciascuno lancia un getto e i getti oscillano con l’orbita. A destra: la loro separazione (250–540 volte la distanza Terra–Sole) a confronto con l’orbita di Nettuno e Voyager 1, e la frequenza delle onde gravitazionali, che dovrebbe salire man mano che si avvicinano.
Una fusione entro un secolo?
Due buchi neri così vicini perdono energia orbitale in onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo, e si avvicinano lentamente a spirale. A seconda delle masse reali, il gruppo stima che potrebbero fondersi in appena un centinaio d’anni, un battito di ciglia per una galassia. Le onde di coppie così pesanti sono troppo lente per LIGO; comparirebbero nelle reti di cronometraggio delle pulsar, che sorvegliano decine di pulsar al millisecondo in cerca di minimi sfasamenti.
Héctor Olivares dell’Università di Aveiro, coautore, indica la firma da cercare: man mano che si avvicinano, la frequenza delle onde dovrebbe aumentare. Cogliere questa salita per una coppia nota e con un nome sarebbe una prima volta.
Avvertenze oneste sulla versione virale
Non è nuovissimo: lo studio è uscito su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e il comunicato del Max Planck è di aprile 2026; a ottobre è tornato virale. La luce che vediamo ha lasciato la galassia circa 460 milioni di anni fa, quindi un’eventuale fusione è già avvenuta, o no, molto tempo fa nel suo tempo, e non c’è alcun pericolo per la Terra.
Il secondo buco nero è dedotto dai getti, non fotografato, e le masse sono un intervallo, non una misura. Esistono altre spiegazioni per l’oscillazione di un getto, come un singolo getto in precessione, ma il secondo getto è difficile da spiegare senza un secondo motore. Future osservazioni radio e dati delle pulsar metteranno alla prova l’ipotesi.
Affermazioni virali, verificate
Che cosa dicono i post su Markarian 501 e che cosa conferma lo studio:
- Vero
Gli astronomi hanno trovato un secondo getto in Markarian 501
Sì, pubblicato su MNRAS (Britzen et al., 2026) con circa 23 anni di dati radio. - In parte
Due buchi neri sorpresi a orbitarsi intorno
Prove forti, non un’immagine: il secondo buco nero è dedotto dal secondo getto e dall’oscillazione regolare. - In parte
Si scontreranno entro 100 anni
«Già» in un centinaio d’anni, e solo se le masse sono al limite alto; potrebbe volerci molto di più. - In parte
Una scoperta appena uscita
L’articolo e il comunicato del Max Planck sono di aprile 2026; a ottobre la storia è tornata virale. - Falso
La fusione potrebbe essere pericolosa per la Terra
No. La galassia è a circa 460 milioni di anni luce; le sue onde gravitazionali sarebbero misurabili solo con strumenti molto sensibili.
Dai dati radio al post virale
- ≈ 2000–2023circa 23 anni di osservazioni radio del nucleo
- Giugno 2022i due si allineano: una struttura ad anello, letta come anello di Einstein
- Aprile 2026articolo su MNRAS e comunicato del Max Planck
- Ottobre 2026la storia torna virale
Trova Ercole stasera
Markarian 501 è troppo debole per essere visto, ma la sua costellazione, Ercole, tramonta a ovest in prima serata in questo periodo. Tocca il pulsante e la vista fotocamera ti indica la direzione.
Domande frequenti
Che cosa hanno trovato gli astronomi in Markarian 501?
Un secondo getto nel nucleo del blazar Markarian 501, che indica due buchi neri supermassicci che si orbitano intorno circa ogni 121 giorni, separati da 250 a 540 volte la distanza Terra–Sole (Britzen et al., MNRAS 2026).
Quando si fonderanno i buchi neri di Markarian 501?
A seconda delle masse, il gruppo stima che potrebbero fondersi in appena un centinaio d’anni. Poiché la galassia è a circa 460 milioni di anni luce, lo vedremmo solo quel tempo dopo.
La coppia di buchi neri è pericolosa per la Terra?
No. È a circa 460 milioni di anni luce. Persino le sue onde gravitazionali sono troppo deboli per avere effetti qui; solo strumenti molto sensibili possono rilevarle.
Qualcuno ha visto il secondo buco nero?
Non direttamente. Nessun telescopio può separarli. Il secondo buco nero è dedotto da un secondo getto, da un’oscillazione regolare in 23 anni di dati radio e da una struttura ad anello vista quando i due si sono allineati nel giugno 2022.
Fonti e calcolo
Fonti: S. Britzen et al., «Detection of a second jet within the nuclear core of Mrk 501», Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 548(4), 2026, DOI 10.1093/mnras/stag291; comunicato dell’Istituto Max Planck di radioastronomia (aprile 2026); ScienceDaily (16 ottobre 2026). La legge di Keplero con un’orbita di 121 giorni e 250–540 UA dà una massa totale di circa 140 milioni–1,4 miliardi di Soli, coerente con l’intervallo riportato.
Posizioni e orari sono stati ricalcolati con Astronomy Engine, la libreria di calcolo del cielo usata da Astrometrik; gli orari di Vienna e Istanbul sono locali. Le illustrazioni di questa pagina sono di Astrometrik.
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