Un post virale sostiene che il telescopio James Webb abbia individuato un punto interrogativo luminoso nello spazio profondo. L’immagine è vera, ma è un ritaglio di una foto di Webb della giovane coppia di stelle Herbig-Haro 46/47 pubblicata il 26 luglio 2023. Gli scienziati pensano che siano probabilmente due galassie lontane in fusione, ma la sua distanza non è mai stata misurata, quindi «gigante» è un’ipotesi. Nel 2024 Webb ha trovato un secondo punto interrogativo, questo spiegato: una coppia di galassie ingrandita e mostrata cinque volte dalla gravità di un ammasso.
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Un punto interrogativo gigante nello spazio profondo? Cosa non dice il post virale
Un post molto condiviso questa settimana sostiene che il telescopio spaziale James Webb della NASA abbia individuato un oggetto luminoso a forma quasi perfetta di punto interrogativo. L’immagine è vera. Ma è un ritaglio di un’immagine di Webb pubblicata il 26 luglio 2023: ha più di tre anni e non è una nuova scoperta.
L’immagine intera mostra Herbig-Haro 46/47, una coppia di stelle giovanissime a circa 1470 anni luce, nella costellazione australe delle Vele. Le stelle hanno solo qualche migliaio di anni e crescono ancora dentro un disco di gas e polvere; i loro getti formano i lobi arancioni dell’immagine. Il punto interrogativo è appena sotto, molto lontano sullo sfondo.
Allora, che cos’è il punto interrogativo?
Nessuno lo sa ancora con certezza. Lo Space Telescope Science Institute (STScI), che gestisce le operazioni scientifiche di Webb, ha detto che è «probabilmente una galassia lontana, o forse galassie in interazione». Christopher Britt dello STScI, che ha contribuito a pianificare l’osservazione, punta su due galassie in fusione: i due punti luminosi nella curva e nel punto potrebbero essere i loro nuclei, la curva una coda di stelle strappata mentre ruotano l’una attorno all’altra.
Non è una stella: una stella mostrerebbe i picchi di diffrazione a otto punte di Webb, come ha osservato Matt Caplan dell’Università statale dell’Illinois. Il colore rosso fa pensare che sia molto lontano, forse a miliardi di anni luce, ma anche la polvere può arrossare un oggetto più vicino. La distanza non è stata misurata, quindi nemmeno le dimensioni reali, e il «gigante» del post è un’ipotesi.
Due punti interrogativi cosmici, due cause diverse
Animazione originale di Astrometrik, semplificata e non in scala. A sinistra: il punto interrogativo del 2023 dietro Herbig-Haro 46/47 come due galassie forse in fusione, una stirata in una coda curva (la spiegazione più probabile, non confermata). A destra: quello del 2024, dove la massa dell’ammasso MACS J0417.5-1154 curva la luce di una coppia di galassie in cinque immagini; una galassia estranea forma il punto.
Webb ha trovato un secondo punto interrogativo, e questo è spiegato
Nel settembre 2024 Webb ha fotografato un altro punto interrogativo, stavolta nell’ammasso di galassie MACS J0417.5-1154, nell’Eridano, a circa 5 miliardi di anni luce. Qui la causa è nota: la massa dell’ammasso curva lo spazio-tempo e fa da lente, ingrandendo una coppia di galassie retrostante e mostrandola cinque volte. Quattro di queste immagini disegnano la curva; una galassia estranea forma il punto per caso.
La coppia, una spirale vista di faccia e una galassia rossa e polverosa vista di taglio, appare com’era circa 7 miliardi di anni fa, con una massa simile a quella della nostra Via Lattea di allora. Guillaume Desprez della Saint Mary’s University (Canada) ha detto che si conoscono solo tre o quattro configurazioni di lente simili. La galassia polverosa è invisibile a Hubble e compare solo nelle immagini infrarosse di Webb.
Perché vediamo forme nello spazio?
Il nostro cervello è fatto per riconoscere schemi familiari; si chiama pareidolia, ed è per questo che vediamo volti nelle nuvole. In un’immagine profonda di Webb migliaia di galassie stanno fianco a fianco, molte deformate da scontri o lenti gravitazionali, quindi una curva e un punto allineati a forma di punto interrogativo non sono così improbabili.
Per sapere che cos’è il punto interrogativo del 2023 servirebbe il suo spettro, che dà lo spostamento verso il rosso e quindi la distanza. Fino ad allora, la risposta onesta al punto interrogativo resta un punto interrogativo.
Video: il punto interrogativo cosmico in meno di un minuto
Il nostro breve video animato spiega che cos’è il punto interrogativo e perché ce ne sono due.
Verifica: il post virale
Le affermazioni del post, una per una:
- Corretto
«Webb ha ripreso un oggetto a forma di punto interrogativo»
Sì: sullo sfondo dell’immagine di Herbig-Haro 46/47. - Fuorviante
Condiviso come se fosse nuovo
L’immagine è stata pubblicata il 26 luglio 2023. Il testo dice «rivelato nel 2023», ma il titolo la presenta come notizia. - In parte
«Il telescopio James Webb della NASA»
Webb è una missione congiunta di NASA, ESA e Agenzia spaziale canadese. - In parte
«Si pensa siano due galassie lontane in interazione»
Un’ipotesi plausibile di scienziati dello STScI, non un risultato confermato: non c’è uno spettro. - Fuorviante
«Un oggetto gigante»
La distanza è sconosciuta, quindi anche le dimensioni. - Corretto
«Sullo sfondo di Herbig-Haro 46/47, una coppia di stelle giovani»
Corretto: a circa 1470 anni luce, nelle Vele.
I due punti interrogativi a confronto
| 2023 | 2024 | |
|---|---|---|
| Dove | dietro Herbig-Haro 46/47 (Vele) | ammasso MACS J0417.5-1154 (Eridano) |
| Cosa crea la forma | probabilmente due galassie in fusione | lente gravitazionale: una coppia vista cinque volte |
| Distanza | non misurata | luce partita ≈ 7 miliardi di anni fa |
| Stato | non confermato | spiegato, studiato con spettri |
Esplora la scala dell’universo
Herbig-Haro 46/47 si trova nelle Vele, troppo a sud per sorgere dall’Europa centrale e da gran parte della Turchia, e l’ammasso nell’Eridano è invisibile a occhio nudo. Nella nostra pagina Esplora puoi confrontare distanze, dimensioni e velocità, dalle stelle più vicine alle galassie a miliardi di anni luce.
Domande frequenti
Il telescopio James Webb ha trovato un punto interrogativo nello spazio?
Sì. Sullo sfondo dell’immagine di Herbig-Haro 46/47 pubblicata da Webb il 26 luglio 2023 compare un oggetto con quella forma. Il post virale di ottobre 2026 ne mostra un ritaglio.
Che cos’è il punto interrogativo nell’immagine di Webb?
Molto probabilmente una galassia lontana o due galassie in interazione, una stirata in una coda curva. Non è confermato, perché spettro e distanza non sono stati misurati.
Quanto è lontano?
Non si sa. Il colore rosso suggerisce una grande distanza, forse miliardi di anni luce, ma anche la polvere potrebbe arrossare un oggetto più vicino. Le stelle giovani davanti sono a circa 1470 anni luce.
Esiste un altro punto interrogativo nello spazio?
Sì. Nel 2024 Webb ne ha trovato uno nell’ammasso MACS J0417.5-1154: una coppia di galassie vista cinque volte grazie a una lente gravitazionale, con una galassia estranea come punto. La sua luce è partita circa 7 miliardi di anni fa.
Fonti e calcolo
Fonti: STScI/NASA, immagine NIRCam di Herbig-Haro 46/47 (26 luglio 2023; elaborazione Joseph DePasquale, STScI); Space.com (28 luglio 2023), con commenti dello STScI e di Matt Caplan (Università statale dell’Illinois); National Geographic (agosto 2023), Christopher Britt (STScI) e David Helfand (Columbia University); Snopes; immagine ESA/Webb «questionmark1» e comunicato NASA (4 settembre 2024); Sci.News (5 settembre 2024), citazioni di Guillaume Desprez, Marcin Sawicki e Vicente Estrada-Carpenter (Saint Mary’s University).
Posizioni e orari sono stati ricalcolati con Astronomy Engine, la libreria di calcolo del cielo usata da Astrometrik; gli orari di Vienna e Istanbul sono locali. Le illustrazioni di questa pagina sono di Astrometrik.
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